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L’ospedale pediatrico di Aleppo trasferito in cantina

Siria, 03/08/2016 


Lo staff rimane per aiutare i malati e i feriti nella città assediata

In Siria, l’ospedale pediatrico di Aleppo, sostenuto da Malteser International, ha spostato le sue attività in cantina per garantire allo staff e ai pazienti la maggior sicurezza possibile. La decisione di spostare la struttura è stata presa dopo che un neonato è stato ucciso durante un attacco, nello scorso fine settimana, quando è stato reciso il tubo che portava l’ossigeno alla sua incubatrice. Le cure ambulatoriali saranno limitate ai soli casi di emergenza grave.

La zona orientale della città controllata dai ribelli, nella quale si trova l’ospedale, è stata assediata dall’esercito regolare siriano per circa una settimana. Tutte le strade usate per la fornitura di aiuti umanitari alla città circondata sono state chiuse, tagliando così fuori dalla possibilità di ricevere aiuti la stessa popolazione civile della città insieme ai ribelli.

“La gente, qui, si trova in una situazione disperata. Ci sono tanti genitori con i figli gravemente malati che hanno paura di portarli all’ospedale, perché temono nuovi attacchi mirati a strutture mediche”, ha detto Janine Lietmeyer, manager regionale del Malteser International in Medio Oriente.

“I corridoi che portano fuori dalla città non rappresentano vie sicure per i civili intrappolati che volessero lasciare la città. La nostra organizzazione partner locale riferisce che le famiglie che cercano di lasciare la città sono dissuase dal farlo con la forza delle armi”, ha detto Sid Johann Peruvemba, vice segretario generale del Malteser International. “I corridoi devono essere posti sotto controllo internazionale, per esempio sotto il controllo dell’Onu. Al momento, la gente che vive in città si trova di fronte ad un futuro incerto, sia che decidano di andarsene, sia che decidano di rimanere: hanno la scelta di rimanere morendo di fame o intraprendere una strada potenzialmente letale diretta alla zona controllata dal governo, dove saranno trattati da terroristi. La gente intrappolata ad Aleppo ha urgente bisogno di aiuto, ma non è possibile portare soccorso alle zone sotto assedio”.

Il personale medico dell’ospedale sostenuto dal Malteser International continua a prestare la propria opera.

“I nati prematuri di cui si prende cura l’ospedale non possono essere evacuati”, ha detto la signora Lietmeyer. “Le incubatrici e alcune attrezzature mediche essenziali richiedono costante alimentazione elettrica. Il personale dell’ospedale è assolutamente consapevole del fatto che se rimane – nonostante questo significhi mettere a rischio la propria vita – questo avviene perché è l’unica possibilità per i bambini ricoverati in ospedale, e per tanti altri che sono ad Aleppo, di sopravvivere a questa guerra”.

Il Malteser International sostiene l’ospedale pediatrico dal luglio 2015, pagando gli stipendi dello staff e finanziando l’acquisto delle attrezzature, compresi ventilatori e incubatrici. Il Malteser International fornisce anche assistenza sanitaria a circa 300.000 persone che vivono in prossimità del confine siro-turco in quattro strutture sanitarie di base gestite dalla sua organizzazione partner. Oltre la metà di queste persone sono sfollati interni che vivono in campi profughi.

Il Malteser International fa appello alle donazioni per aiutare profughi e sfollati in Medio Oriente:

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